home

Relazione di Storia Moderna - Mauro Novelli

 

La "Storia Moderna" inizia convenzionalmente con al scoperta dell'America datata 1492 e termina, secondo alcuni, nel 1945.

Il 1500, primo secolo dell'età moderna, vede la creazione e l'affermarsi degli stati nazionali: i principali furono Francia, Inghilterra, Spagna.

La forza dell'unità nazionale permette a questi stati di dominare sullo scenario prima europeo, poi mondiale per almeno 3 secoli.

Il 500 è il secolo delle armi da fuoco: bombarde, spingarde e fucili rivoluzionano gli eserciti, grandi velieri solcano gli oceani armati con cannoni. Le fortezze e le mura della città non servono più: non sono adatte a proteggere dalle cannonate e anche i rapporti di forza tra gli stati si modificano.

Il 1500 è il secolo delle scoperte scientifiche, significativa quella del cannocchiale , successivamente migliorato da Galileo Galilei.

Gli eserciti non sono più quelli del secolo precedente: capitani di ventura, spadaccini, cavalieri hanno perso importanza, mentre i potenti eserciti nazionali sono costituiti da molti uomini, pezzi di artiglieria e fucili. Le armi da fuoco gradualmente aumentano la potenza e riducono peso e ingombro.

L'Italia è alla conclusione di un periodo di grossa fioritura culminata nelle corti della varie signorie rinascimentali.

In questo secolo, troviamo le signorie più forti che si sono ingrandite occupando i territori delle più piccole:

a Nord Ovest troviamo la signoria milanese che con gli Sforza occupa la maggior parte della Lombardia e la Liguria;

a Nord Est Venezia ha deciso di estendere i propri territori alla terraferma e quindi ha strappato ai rispettivi signori il Friuli, Il veneto e parte della Lombardia;

al Centro troviamo la Toscana dei medici e lo stato della Chiesa che occupa il Lazio e parte degli Abruzzi.

Al Sud, insieme al giogo di una piccola ma potente nobiltà territoriale, dominano i principi spagnoli, gli Aragonesi.

Chiamati prima dal Papa, poi dalla signoria di Milano, le potenze straniere cominciano ad entrare in Italia e scoprono che è

 molto ricca e poco capace di difendersi.

Così nel secolo successivo la Lombardia è già sotto il dominio spagnolo, come lo è già in questo secolo il meridione.

Il 1500 registra soprattutto un fatto clamoroso, il mondo diventa più grande, Cristoforo Colombo, nel 1492 pensando di essere approdato nelle indie facendo il giro del mondo in senso opposto, arriva in america. Dopo averle scoperte le americhe vengono esplorate e conquistate.

Si arriva anche alle Indie circumnavigando l'Africa. Cristoforo Colombo (1415-1506), Amerigo Vespucci (1454-1512), Vasco de Gama (1469-1524) sono i grandi navigatori che aprono la strada verso nuove terre e nuove rotte.

 

Dopo i navigatori, la rotta per le indie è seguita dai commerci, soprattutto dagli inglesi che nei secoli successivi riusciranno a togliere prima a Venezia, poi agli altri paesi europei sia il primato, sia la loro quota di commercio fino a costituire, con la potentissima  "Compagnia delle Indie" fin dal diciassettesimo secolo, un monopolio commerciale.

In America i navigatori furono seguiti dai conquistatori: si iniziò con l'america centrale, dove arrivarono le prime navi europee. Inglesi e francesi si diressero a nord spartendosi gli attuali Stati Uniti e Canada. Gli spagnoli invece si diressero a sud e con metodi spesso brutali, per i quali sono tristemente noti Cortez e gli altri conquistadores, presero il dominio su territori immensi, dal brasile all'Argentina al Perù.

Il 1600 è anche l'epoca di Galileo Galilei con le sue affermazioni sul sole e sulla terra (sistema eliocentrico) e che con il famoso pendolo dimostrò come la terra gira su se stessa.

Nel 1500 prende forza la protesta contro la chiesa che proseguirà nei secoli successivi. I protestanti, disubbidendo alle disposizioni della curia romana decidono di tradurre da soli la bibbia e di interpretarla autonomamente.

Il 1600 registra una successiva conseguenza delle scoperte geografiche. Cercando blande giustificazioni con il desiderio di portare la civiltà e la religione cattolica ai nuovi popoli, Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo e Olanda si dedicano alle conquiste coloniali giungendo a dominare su territori molte volte più grandi della madrepatria.

Ciò che consente le grandi conquiste del 1600 è il possesso da parte degli europei delle armi da fuoco. Armi che subiscono una continua evoluzione: sono sempre più leggere e capaci di sparare più velocemente.

Il 1600 è anche il secolo delle grandi regge: quella francese dai grandi sfarsi, quella inglese sui cui si riversano ricchezze da tutto il mondo, quella spagnola che domina sudamerica, Italia, parte dell'Africa. Ma è anche il secolo in cui si assiste al triste formarsi della schiavitù.

Con l'esplorazione e il dominio dell'Africa, già nel 1500 inizia la deportazione degli schiavi africani verso le piantagioni dell'america centrale e meridionale, soprattutto il brasile.

Le condizioni disumane e la brutalità del fenomeno non hanno impedito che si continuasse per secoli fino al 1800.

Il 1600 porta ulteriori sviluppi all'industria, soprattutto bellica e tessile, nasce e inizia i primi passi la tipografia.

La chiesa cattolica conserva un grande prestigio anche se i papa spesso non sono adeguati alla missione.

Il 1700 sarà il secolo delle grandi novità : prima di tutto l'utilizzo della forza del vapore che modifica il modo di lavorare e di viaggiare.

Le macchine a vapore cominciano a sostituire l'uomo nei lavori più pesanti e le locomotive fanno la loro apparizione sulla scena europea.

Il 1700 è il secolo delle grandi lotte tra Inghilterra e Spagna per il dominio dei commerci coloniali. Elisabetta d'Inghilterra contrapposta al re di Spagna.

Nuove realtà europee cominciano a delinearsi. Con la caduta dell'impero bizantino, alla fine del 1400, i turchi dominano sui territori appartenuti a bisanzio, ma la potenza turca nel 1700 è ormai un ricordo e, sui territori balcanici, estende la sua potenza la corona austriaca che domina l'Ungheria, la Cecoslovacchia ed ha acquisito il territorio lombardo-veneto in Italia.

 Le grandi nazioni sono spesso in guerra tra loro, in quest'epoca  comunque gli scontri restano circoscritti ai protagonisti: la guerra dei 30 anni combattuta in Germania tra protestanti e cattolici, coinvolse solo marginalmente le nazioni confinanti rimanendo una guerra principalmente tedesca.

Il 1700 è l'epoca dell'illuminismo, il nuovo ideale che si pone all'opposto della mentalità medievale e deriva dai protestanti che vogliono la realizzazione delle proprie speranze nella vita terrena, senza rimandare, come proposto dalla chiesa cattolica, la realizzazione delle speranza ad una vita futura e ultraterrena.

  

Gli illuministi vedono nelle scoperte scientifiche la possibilità di realizzare qui e ora il sogno della felicità umana.

Dall'illuminismo dipende l'altro grande evento del 1700, la Rivoluzione Francese.

La rivoluzione francese, al di là degli effetti immediati, portò grandi trasformazioni a lungo termine,

Fin dall'inizio, insieme ai nuovi ideali di libertà, fraternità e uguaglianza la Rivoluzione francese portò qualcosa di inaudito: il popolo condanna e mette a morte il re. Dopo questo atto, la gente comune il potere non come una benedizione divina, ma come un'attribuzione data dal popolo. E infatti per alcuni anni, dal 1789 al 1799 è il popolo che governa la Francia. Non fu un governo felice, il popolo dopo l'euforia iniziale si trovò immerso nel periodo del terrore, in cui un semplice sospetto o una denuncia poteva portare a una durissima condanna o alla morte.

Gli altri regni europei, preoccupati delle idee rivoluzionarie della repubblica francese, mossero i loro esercito per restaurare il legittimo sovrano. Nel momento di maggiore difficoltà della Francia si mise in luce un personaggio che avrebbe ulteriormente contribuito al al cambiamento della vecchia Europa, Napoleone Buonaparte.

Napoleone, nato in Corsica nel 1769, fece una brillantissima carriera passando in pochi anni (1799-1801) da ufficiale a imperatore di Francia. Nei pochi anni del suo regno, concluso nel 1815, egli conquistò gran parte dell'Europa, esclusa l'Inghilterra, e fu bloccato dal terribile e tragico inverno russo.

In questi anni gli eserciti napoleonici portarono le idee rivoluzionarie in tutta Europa.

La restaurazione del 1815 rimise in ordine le monarchie europee, ma non potè cancellare le nuove idee.

Infatti pochi anni dopo, già nel 1820, le conseguenze delle idee francesi esplodono nei moti rivoluzionari, che portarono alla Repubblica francese, quella italiana, ecc..

Già nel 1776 un'altra vicenda aveva dato una spallata all'ancien regime europeo: la Rivoluzione Americana. Le colonie inglesi del nuovo mondo, prima hanno allontanato i francesi, poi si sono unite e successivamente hanno scacciato anche le truppe inglesi. ma non hanno pensato a un re, sono diventati una grande repubblica federale e presidenziale.

Per quanto lontana, la scelta americana ha eco anche in Europa. Gli Stati Uniti iniziano nel 1776 quella grande corsa che gli permetterà di diventare quella grande potenza che conosciamo. Quali le ragioni di questo grande sviluppo? Elencherò solo tre motivi dei tanti che si potrebbero trovare:

- la grande vastità delle pianure, che ha permesso prima il lavoro degli schiavi, poi la loro sostituzione con le macchine agricole di dimensioni sempre più grandi e dalle capacità sorprendenti, di ottenere grosse produzioni alimentari e tessili in grado di coprire il fabbisogno interno e di permettere massicce quantità di esportazioni.

- la possibilità offerta a tutti gli uomini provenienti dall'estero, qualsiasi paese fosse, di integrarsi e trovare la propria opportunità di realizzare il sogno di una vita migliore. A quelli dotati di particolari doti: scienziati, studiosi, ecc.. venivano garantiti i mezzi per le loro ricerche e adeguati compensi.

- la coerenza delle istituzioni democratiche nel segno della libertà che hanno permesso grandi attività imprenditoriali.

Intanto, nei primi decenni del 1800, il famoso diciannovesimo secolo, vediamo com'è la situazione in Europa:

Insieme alle idee, l'illuminismo di fine '700 ha portato una ventata di altri cambiamenti e innovazioni che troviamo già nei primi decenni:

- le armi da fuoco, sempre più perfezionate hanno modificato i rapporti di forza e il modo di combattere, la guerra ora significa fucili e cannoni;

- assistiamo alla 1° rivoluzione industriale, che convenzionalmente si inserisce nel periodo tra il 1760 e il 1830. La rivoluzione, basata sull'utilizzo delle macchine a vapore, inizia in Inghilterra con l'industria tessile (telaio a spoletta) e prosegue con l'industria metallurgica e con l'uso del carbon coke.

Le innovazioni industriali incideranno pesantemente nelle politiche degli stati consentendo a quelli più ricchi e modernamente strutturati come Inghilterra, Francia, Prussia, di iniziare un'ampia industrializzazione, riducendo il peso delle attività agricole e ampliando le esportazioni.

Tra i piccoli stati che tentano dei mettersi al passo con i grandi troviamo il Piemonte dei Savoia.

La rivoluzione industriale cambia anche i rapporti di forza all'interno degli stati:

- la borghesia, già rafforzata dall'espansione dei commerci, vede rinfoltire le sue fila dalla nuova borghesia industriale

- i nobili trovano la loro naturale carriera tra gli ufficiali dell'esercito e l'insofferenza dei nuovi ricchi per il potere aristocratico è sempre più accentuata.

- le file degli artigiani e dei contadini si riducono, gli artigiani sempre più spesso sostituiti dalle produzioni industriali, gli agricoltori sempre più attratti

dalla città, finiscono per entrare nelle fabbriche e diventare operai.

L'ottocento vede il diffondersi delle richieste costituzionali. Mentre in alcuni paesi, come l'Inghilterra, la costituzione è un diritto acquisito da lungo tempo, in altri dovrà essere ottenuta con grandi sforzi e spesso con la violenza.

Nell'ottocento si assiste, ufficialmente dal 1861, all'unificazione italiana, finora divisa in piccoli stati, spesso sotto il dominio di potenze straniere, come il lombardo-veneto sotto gli austriaci.

Il secolo finisce con gli stati europei Inghilterra, Francia, Spagna ecc.proiettate verso l'Africa alla conquista di grandi territori coloniali e dello loro grandi potenziali risorse economiche.

L'inizio del 900 vedrà Francia e Inghilterra spartirsi la maggior parte del continente africano. L'Italia che cerca di costruire la propria potenza coloniale, conquista  Eritrea (1890) Libia(1911) e Etiopia (1936).

la Gran Bretagna ha un enorme impero che oltre l'Africa comprende India, Australia e Nuova Zelanda.

La 1° guerra mondiale, iniziata nel 1914 col pretesto dell'attentato di Sarajevo, segnerà la fine della guerra tradizionale e l'inizio della terribile guerra mondiale.

Gli sforzi di tutte le nazioni si concentreranno su armi sempre più potenti e devastanti. Si combatte per mare con corazzate armate di enormi cannoni, si combatte nei cieli con l'impiego degli aerei di nuova invenzione, si combatte nelle trincee con mitragliatrici, mortai, minea anti-uomo, gas...

Chi rinuncia alla guerra è la Russia che nel 1917 vede scatenarsi la rivoluzione comunista, i proletari impegnati nella conquista del potere ritirano l'esercito e si dedicano al capovolgimento delle istituzioni interne.

La guerra è vinta da Francia e Inghilterra con il supporto determinante degli USA e in qualche modo anche dall'Italia. La sconfitta lascia l'amaro in bocca ai tedeschi devono sostenere pesanti sanzioni territoriali ed economiche sotto forma di grossi pagamenti dei danni di guerra.

Anche in Italia c'è delusione, la vittoria ha portato solo briciole, il Trentino-Alto Adige e parte dell'Istria.

Il malumore che serpeggia in Italia e in Germania trova due abili personaggi in grado di trarne vantaggio: Mussolini e Hitler.

Gli USA sono lontani e hanno i loro problemi con la crisi del '29 che impoverisce la popolazione.

Nessuno però potrebbe immaginare che a pochi anni da una terribile guerra se ne stesse preparando una ancora peggiore.

In Spagna (1936-1939), nella guerra di liberazione, Italia e Germania alleate del dittatore Franco, provano la loro forza sconfiggendo le forze di repubblicane sostenute da Francia, Inghilterra, Russia e altri paesi con le Brigate Internazionali.

Hitler prepara la guerra per alcuni anni e nel 1939 si sente pronto per scatenare la 2° guerra mondiale durata fino al 1945.

Ancora nel 2011 possiamo ascoltare le testimonianze di chi è sopravvissuto a questa guerra:

- gli ebrei sopravvissuti alla Shoa, cioè allo sterminio di massa che ha contato 6 milioni di morti

- i partigiani, cioè i combattenti non inquadrati negli eserciti che molto contribuirono alla pesante sconfitta degli asse Italo-Tedesco-Giapponese

Germania, Austria e Giappone erano ben preparate per una guerra di breve durata ma, perdurando il conflitto, fu determinante la superiorità economica di USA Russia, Gran Bretagna che non risparmiarono uomini e  armi.

Nel 1945 la macchina da guerra tedesco-giapponese fu annientata. L'atto finale furono le 2 bombe atomiche lanciata dagli USA su Hiroshima e Nagasaki i cui effetti sono stati tali da far richiedere la messa al bando delle armi atomiche.