Tomba di Alessandro Magno 356-323 a.C.home

Agosto 2014

SCOPERTA TOMBA MONUMENTALE AD ANFIPOLI, IN MACEDONIA. E' LA TOMBA DI ALESSANDRO MAGNO?
È considerato uno dei più celebri condottieri della storia perché in soli dodici anni conquistò l'intero Impero Persiano, dall'Asia Minore all'Egitto, fino ai confini della Cina.

Di lui si sono sempre narrate le gesta e ora forse è stata anche trovata la misteriosa tomba ad Anfipoli, 600 chilometri a nord di Atene.
Le dimensioni del tumulo ritrovato sono davvero imponenti: una circonferenza di 498 metri, un muro circolare realizzato in prezioso marmo di Tasos, un ingresso murato e custodito da due sfingi di pregevole fattura. L'indizio che fa pensare ad Alessandro il Grande è un leone alto cinque metri (il famoso leone di Anfipoli), simbolo dell'imperatore, collocato sulla sommità del tumulo.Tomba di Alessandro Magno
Se a questi elementi aggiungiamo che tutto riconduce la struttura ad un epoca da collocarsi fra il 350 a.C. e il 300 a.C. e che Anfipoli, nei pressi di Serres, nel nord del Paese (siamo nella regione della Macedonia), era all'epoca uno dei più floridi centri del regno macedone, residenza della moglie di Alessandro e di suo figlio Alessandro IV, la possibilità che si sia dinanzi ad una delle più affascinanti scoperte dell'archeologia moderna è estremamente alta.
Gli scavi erano iniziati negli anni Sessanta per opera dell'archeologo greco Lazaridis e negli ultimi tre anni sono stati rivitalizzati dalla Soprintendenza alle Antichità Preistoriche e Classiche.
Alessandro III, più conosciuto come Alessandro Magno, nacque a Pella nel 356 a.C.

Fu allievo di Aristotele fino ai 16 anni.

Divenne re di Macedonia nel 336 a.C. e in dieci anni riuscì a creare uno dei più grandi imperi del mondo antico, i cui confini si estendevano dal Mar Ionio fino all’Himalaya.

Imbattuto in tutte le sue battaglie, Alessandro III è considerato uno dei comandanti di maggior successo della storia.
Almeno 20 città portavano il suo nome, tra cui Alessandria d'Egitto, e si deve alle sue conquiste la diffusione della cultura della Grecia orientale nel resto del mondo. Gli storici pensano che Alessandro Magno sia morto di febbre a Babilonia, nel 323 a.C., a soli 32 anni, prima di poter portare a compimento il suo piano di invasione dell'Arabia.
Sul luogo della sua sepoltura girano diverse leggende. La più accreditata vuole che il suo corpo sia stato sepolto in un sarcofago d'oro pieno di miele. Fu prima portato a Menfi e poi ad Alessandria. Fino a qualche anno fa si pensava che la sua tomba fosse in Egitto
Presto si saprà se la gigantesca tomba a tumulo di Kasta (un centinaio di km a Nord Est di Anfipoli), è inviolata o se è già stata saccheggiata nell’antichità.

Fino a questo momento gli interrogativi sono molto più numerosi delle certezze ma se mai si potrà arrivare ad una camera funeraria in buone condizioni di conservazione i mezzi moderni di indagine archeologica potranno identificare il personaggio o i personaggi sepolti all’interno, datare le deposizioni e stabilire tutta una serie di connessioni con l’intensissimo periodo storico che seguì alla morte di Alessandro Magno a Babilonia nel giugno del 323 a.C.

In primo luogo la tomba è gigantesca e costruita nel modo tradizionale del cerimoniale funebre macedone: un tamburo di pietra circoscrive un tumulo di terra che copre di solito una tomba a camera che contiene i sarcofagi con le urne cinerarie, il corredo funebre, le offerte votive e i letti funerari. Quella di Filippo II a Verghina, l’antica Aigai, necropoli ancestrale dei re macedoni, era fatta Alessandrocosì e quando Andronikos vi si fece calare nel 1977 restò stupefatto davanti allo spettacolo che gli si parava dinnanzi: la camera sepolcrale era intatta, sul terreno si leggevano ancora i resti delle offerte sacrificali per i defunti. Il corredo ricchissimo comprendeva la corazza e la spada del sovrano, gli schinieri di cui uno più corto dell’altro (Filippo II era zoppo), una faretra d’oro massiccio di arte tracio scitica, l’urna con la stella argeade a rilievo in oro massiccio e all’interno le ossa combuste del re avvolte in un drappo di porpora intessuta d’oro.
La tomba di Anfipoli è enorme: il tamburo in pietra di Taso è lungo quasi mezzo chilometro e l’area che copre è vastissima. La datazione secondo la signora Peristeri è all’ultimo quarto del IV secolo a.C., cioè subito dopo la morte di Alessandro. Individuato il dromos, ossia il corridoio di accesso gli archeologi hanno trovato due sfingi che fiancheggiavano l’ingresso, poste a guardia del riposo eterno del misterioso personaggio sepolto all’interno. Le sfingi verranno rimosse con una gru e si procederà verso il centro della tomba sperando di trovarla intatta, o almeno di trovare testimonianze in grado di identificare il monumento e il suo ospite.
In un primo momento vennero avanzate ipotesi anche molto audaci fra cui quella che si trattasse della sepoltura di Alessandro in persona. Ovviamente priva di alcun fondamento dal momento che il sovrano macedone fu sepolto ad Alessandria da Tolemeo I e lì rimase probabilmente fino alla fine del IV secolo quando il suo sepolcro fu distrutto o profanato o le due cose insieme.
C’è anche chi ha pensato che potrebbero trovarvisi la vedova di Alessandro, Roxane e il figlio di lui Alessandro IV. Ambedue furono assassinati da Cassandro prima che il ragazzo compisse i sedici anni e quindi l’età per regnare. Non a caso una delle clausole del convegno di Cipro fra i Diadochi recitava «Qualora dovesse succedere qualcosa al bambino la Macedonia andrà a Cassandro». Era come condannarlo a morte. Certo una tomba tanto grandiosa sarebbe degna del figlio di Alessandro e Cassandro aveva bisogno di altrettanto grande ipocrisia per onorarne la sepoltura visto che l’aveva ucciso lui. Ma è anche vero che un principe di sangue reale (e che sangue !) avrebbe dovuto essere sepolto accanto al nonno ad Aigai-Verghina nella necropoli ancestrale dei re macedoni. Infatti nella tomba di Filippo fu trovato un altro sarcofago che conteneva le ceneri di un adolescente che si pensò potesse essere Alessandro IV.
C’è anche chi ha pensato che sotto il grande tumulo di Kasta ci siano Filippo Arrideo, il fratellastro mezzo scemo di Alessandro che gli successe sul trono in attesa che Roxane partorisse e il giovane Alessandro IV ma anche qui sarebbe strano che un re di Macedonia e di mezzo mondo e il principe ereditario di Alessandro non fossero sepolti, a maggior ragione a Verghina. Senza contare che non manca chi identifica il supposto Filippo II con suo figlio Filippo Arrideo, il quale, se fosse vera l’ipotesi, non potrebbe trovarsi a Kasta- Anfipoli.
Un’altra ipotesi che forse salverebbe capra e cavoli potrebbe essere quella di una sepoltura monumentale per due grandissime donne: la regina madre Olympias e la regina Roxane. Essendo donne non avrebbero necessariamente dovuto essere inumate ad Aigai . Inoltre l’una e l’altra erano “barbare”. Olympias era dell’Epiro terra selvaggia, Roxane era addirittura battriana, ossia dell’odierno Afghanistan. La sepoltura delle due donne più amate da Alessandro assassinate dal re di Macedonia spiegherebbe forse anche una località così fuori mano. Roxane inoltre aveva trascorso gli ultimi tempi della sua prigionia proprio ad Anfipoli.